Feb 12, 2013 - Senza categoria    No Comments

“AMICO INTERNET”

La mia storia virtuale in rete comincia da qui:

181835_10151178193623176_1066101573_n.jpgEra un pomeriggio autunnale,  novembrino, un’amica canadese mi manda un video per e-mail, il video parla di amicizia e l’importanza che questa ha per chi si sente solo o sta attraversando un periodo di solitudine: il video manda un messaggio molto profondo, spiega che per ognuno di noi c’è un amico.

Nel visionarlo piansi, le lacrime scendono, io solitaria e malinconica qui su fb; in bacheca da me c’è solo la mia sorella virtuale arrivata da qualche mese.

Nel finale del video vidi la foto dell’autore, un anziano dal viso innocuo. Ci penso per giorni: già, che ci faccio io con un anziano, che dialogo potrei mai avere con lui? Però il messaggio del video mi attirava come un’ape sul fiore in cerca del polline.

Quel messaggio così dolce mi fece riflettere, e tra me e me cominciai a pensare che doveva essere una persona buona e nobile, così presi in considerazione l’idea di stringere amicizia con lui e provai a cercarlo.

Era il 29 novembre 2010, lo trovo, gli mando la richiesta di amicizia e lui mi accoglie ironicamente rispondendomi che era lui lo sconsiderato del video; entro curiosa nella sua bacheca e, sorpresa, esclamo: caspita! È piena di aforismi, niente link.

Il pensiero mi è subito apparso  cupo e tra me e me già cominciai a giudicarlo: nooo, non sarà un anziano sapientone? Tutto sapienza.. Acc.. quella che manca a me.. ufffyyy questo passerà tutto il giorno leggendo libri.. 

Scoraggiata, mi diedi per spacciata, pensando: sarà un altro che non ha tempo per i suoi contatti!

Non demordo, gli aforismi non sono difficili; li leggo e cosa noto? che sono allenata, vengo dalla scuola ironica del mio professore e comincio a  commentarli discretamente.

Passa quasi un mese, lo trovo in chat e lo cerco; lui, una persona comune, subito parla con me di se stesso, come se mi conoscesse da una vita.

Con quel suo modo così familiare, mi mise a mio agio e cominciai a chattare con lui tutte le sere. Si parlava della vita in generale, del nostro passato e delle aspettative del futuro; sembrava capire la mia esigenza di sapere e conoscere.

Con lui tornai bambina! Non è che non lo sia, ma mi sentii tornata in una condizione a me consona, quando da piccola nella mia bocca abbondavano i perché!

Cominciai a chiedere e lui sembrava felice di rendersi utile e trovare risposte a domande che per me non avevano mai avuto una risposta!Cominciai a pensare: che sia la risposta che ho sempre cercato? che sia quella figura che non ho mai avuto? potrebbe riempire quel vuoto che mi lacera da bambina?

Forse sì, ma lui… chissà! Sono invadente… ma sì, ma dai… che mi costa provare?!

E così gli chiedo se mi può adottare virtualmente e lui, senza esitare un attimo, accetta.

Non so perché lo feci e con il senno di poi ancora non ho una risposta sul perché di  questo mio modo di aprirmi a un perfetto sconosciuto. Cominciai raccontando il mio passato tormentato da bambina.

Lui ascolta in silenzio, risponde e quel suo modo mette a nudo la mia anima, che non era mai stata spogliata prima. Così comincio a piangere, scendono le lacrime sul viso, il monitor non lo vedo,.non vedo neppure i tasti, singhiozzo e ho il timore di svegliare mio marito che dorme accanto a me: che dico, se mi trova in questo stato? non saprei rispondere nemmeno io, perché neppure io ne conosco il motivo, le lacrime sembrano avere una propria autonomia, scendono  da sole, le assaggio e non sono amare… sono stranamente dolci.

Lui, il mio nuovo amico, è un anziano torinese, ma di origini campane. All’inizio il suo ruolo è di amico internet e tale si comporta, lo sento così!

Lui nota la mia solitudine e comincia a riempire il vuoto partendo dalla bacheca, compito che fino ad allora era di Elena, la mia sorella virtuale. Ora lui e lei sono sempre presenti, quotidianamente. Lui vede che in bacheca non c’è  movimento e mi consiglia di aprirla ad altri amici virtuali; io ho paura, di internet conosco poco e niente, e so che è un mondo pericoloso.

Lui mi tranquillizza dicendo che tutti non sono così perversi e malati come qualcuno mi ha fatto credere: su internet c’è pure della brava gente come lui!

Allora, timorosa, vedo un sito, il trova amici, metto un annuncio per cercare amiche e arrivano 5 amiche, 3 restano e sono le amiche che ho ancora adesso.

Passano mesi e quel dialogo giornaliero ormai è un dato di fatto appurato, e’ una piacevole consuetudine, il rapporto però cambia: da amico premuroso che mi consiglia di fare amicizia, si trasforma in affetto paterno perché comincia a essere protettivo

Non passa giorno prima che il sole raggiunga mezzogiorno che non ci ritroviamo su fb! Questo appuntamento quotidiano fa risvegliare il ruolo che è più consono e familiare a lui: il padre, avendo una figlia quasi coetanea con me.

Così comincia a prendere corpo il ruolo di papà e cominciano i primi conflitti. Senza volerlo fare, molto naturalmente arrivano pure i rimproveri e  le ore che si passano in chat ormai diventano lotte generazionali!

Non comincia più a comprendere il mio comportamento, troppo disponibile ed equivoco con i miei contatti. Questo suo modo di esercitare il ruolo di papà, comincia in me a scatenare ribellione, si è passati a una tale confidenza che le litigate sembrano reali, il suo modo pacato di scrivere comincia a essere deciso e io lo percepisco alterato e autoritario, comincia a vedere pericoli dappertutto! Questo suo modo di fare fa sì che  io percepisca anche a distanza la sua mano paterna; i suoi pensieri sono sempre rivolti al mio rapporto con mio marito e i miei figli: non fa altro che rammentarmi di mettere sempre loro al primo posto, di non perdere mai quest’obbiettivo, perché questo mio presente sarà  il mio  futuro; è sempre preoccupato, ha il timore che fb possa farmi perdere la realtà e la cosa che mi ha più segnata positivamente  nell’animo e il suo modo di chiedermi tutte le sere se ho mangiato, anche se a volte, saltando la cena, ho provato a mentire, ma lui ogni volta che ci provo riesce sempre a capire che mento e allora mi intima di non raccontare bugie perché mi peserà, la bilancia sarà la mia foto che puntualmente vuole vedere a distanza  di qualche mese, se dovesse notare la differenza tra l’una e l’altra  poi ci resterebbe male.

Lui è sempre attento a me e si interessa di sapere la mia giornata abituale e cosa ho fatto,  e ciò mi fa piacere, perché per me è fondamentale poter parlare con qualcuno di cose futili.

Come un incontro con un’amica, la mia giornata di lavoro, tutto questo mi rilassa, sapere che c’è qualcuno che è interessato a me, mi fa sentire amata, quell’amore da bambina che mi è stato negato

Mi piace il suo modo affettuoso, quel  modo di salutarmi la sera prima di chiudere: fosse per me resterei alzata fino all’alba! il tempo passato in chat sembra non sortire effetto e allora lui mi intima di andare a dormire perché è tardi con un “su forza vai a letto..prima che ti ci porto io” e  conclude con un bacio sulla fronte, che arriva puntualmente anche in bacheca sotto forma di “buonanotte  bacio”.

La cosa più simpatica che mi è capitata è di addormentarmi mentre chatto con lui, lasciarlo lì, risvegliarmi dopo mezz’ora e trovare scritto:ci sei? E lui ancora lì ad aspettarmi perplesso per la mia sparizione!

All’inizio si convinse che era  lui  la causa del mio sonno improvviso, ma ben presto capì che anche questo fa parte di me. Prendendosi gioco di me, dice che l’anziana sarei io che mi addormento; lui non fa queste cose, già non fa questo e altro…e io sembro farle tutte!

Lui mi racconta un po’ della sua vita, tramite un mini racconto che ha scritto e pubblicato e tiene tra le  sue informazioni in bacheca: lo leggo piacevolmente, scrive come un libro stampato, conserva tra le sue foto album e video di famiglia, una specie di albero genealogico.

E una sera mi sentii come se  fossi tornata bambina e stessi seduta sulle  ginocchia di un nonno che racconta al nipotino i tempi che furono con un l’album in mano: mi racconta  la vita dei suoi familiari indicandomi con le foto tutti i parenti ormai morti, ma non finisce qui come diceva Corrado… riusciamo virtualmente a uscire insieme e tramite google maps usciamo insieme visitando casa sua e casa mia; senza di me visita il mio paese e dove lavoro, mi fa uno scherzo e mi dice che è venuto da me e non mi ha trovata!

È un appassionato di fotografia e con collage di mie foto mi crea un video; molte mie foto ombrate le sistema dando quel tocco di luce che manca… e’ bravissimo! Mi parla della musica e della storia dei cantautori, così comincia a farmi interessare e appassionarmi a essa,  comincia a seguirmi sul piano grammaticale… molte volte ride quando nota nuovi  termini che ho coniato erroneamente; mi incita a leggere, ma io ancora non mi sento pronta per approcciarmi a un libro: preferisco leggere quello che mi capita su fb

Sembra un signor so tutto, qualsiasi cosa io chieda lui risponde, non c’è nemmeno bisogno di aprire google. Ma pure qui ha una pazienza fuori dal comune: mi chiama testona e su molti miei errori comportamentali su fb mi intima con affetto che se dovesse mai un giorno incontrarmi mi darà tanti di quei pugni in testa, ma tanti!

 Sembra una promessa più che una minaccia, io sorrido e come le bimbe dopo le marachelle arrossisco mortificata! Il rapporto con lui è come descritto nel suo video… lui è l’amico internet! Anche se io lo percepisco come un padre, lui è il mio papà virtuale, il padre che non ho mai avuto e che adesso ho.

Molti questo rapporto su fb lo avvertono come morboso, forse perché ormai siamo tutti abituati a fare qualcosa in cambio di favori e non  crediamo che esistono persone disinteressate. Li capisco, è  difficile crederci, a volte non riesco a crederci neppure io che lo vivo, forse perché mio padre non mi ha voluto bene, io non ho un bel carattere, sono polemica, presuntuosa con sfuriate nervose… e  lui?  Ha una pazienza fuori dal comune che, affiancata all’affetto, riesce a seguirmi in modo eccellente anche se non con poche difficoltà… e chi l’avrebbe mai detto che fb mi avrebbe condotto alla persona più nobile di questo mondo e mi avrebbe fatto assaporare la sensazione di vivere la vita con un padre? I suoi pensieri sono puri e sinceri. Lui per me è un padre putativo e sono la ragazza più felice di questo mondo. Da parte mia ci sono state molte insistenze a volerlo incontrare. Lui dettato dalla rapporto a distanza che si è creato, trova più saggio non incontrarsi.

Tutto per sua volontà, non posso che a malincuore prenderne atto e accetto, anche se spero in cuor mio di riuscire un giorno a incontrarlo per  poterlo ringraziare per tutto quello che sta facendo e ha fatto per me.

 
“AMICO INTERNET”ultima modifica: 2013-02-12T23:08:00+00:00da spiritolibe75
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento